Nel XIX secolo la storia, nel senso più ampio del termine, era cosa solo per studiosi, politici e capi militari e certamente i temi trattati da queste personalità non potevano che riguardare gli argomenti ad essi più vicini. Raramente si affrontavano tematiche storiche più “curiose” e quasi mai ci si addentrava in studi di storia della cucina.

Quasi però, perché uno di quei momenti poteva essere proprio l’occasione di un giorno conviviale, leggero e felice, come per esempio un matrimonio. Così quando Laura Carducci, figlia del celebre scrittore Giosuè Carducci (Premio Nobel per la letteratura nel 1906), convolò a nozze, l’amico di famiglia, lo studioso Olindo Guerrini decise di offrire in dono agli sposi un trattato sulla cucina medievale che intitolò “Frammento di un libro di cucina del secolo XIV”, edito nel 1887.

Tra le varie ricette che compaiono nel trattato v’è n’è una in particolare che ha suscitato il nostro interesse: vale a dire quella degli gnocchi di formaggio fresco.

Ora, chi dovesse pensare agli gnocchi per come siamo abituati a pensarli al giorno d’oggi rimarrebbe certamente deluso, se non per il sapore (comunque straordinario), almeno per gli ingredienti. Non potevano in effetti esistere gnocchi di patate se le patate arriveranno in Europa grazie alla scoperta delle Indie Occidentali (le Americhe) solo un paio di secoli più tardi.

Com’erano fatti allora gli gnocchi nel medioevo? Si trattava di piccole polpettine di formaggio e tuorlo dell’uovo, amalgamate insieme con la farina e cotte in acqua bollente esattamente come lo gnocco contemporaneo.

Se vuoi i gnocchi, togli lo cascio fresco e pestalo: poscia togli la farina et intridi con tuorla d’uova a modo di migliacci. Poni il paiuolo al fuoco con acqua e quando bolle, poni lo triso in su in uno taglieri, fallo andare colla cazza nel paiuolo, e quando sono cotti, poni sopra li taglieri e gettu su assai cacio grattugiato”1

 

LA RICETTA:

Ingredienti:

600 grammi di formaggio fresco

200 gr. di farina

6 tuorli d’uovo

6 cucchiai di formaggio grattugiato o a scaglie (lo abbiamo provato con il pecorino La Regina)

Procedimento:

Schiacciare il formaggio fino a ridurlo in crema. Se è un po’ sodo, passarlo al setaccio. Mescolarlo con le mani alla farina. Salare e aggiungere uno alla volta i rossi d’uovo. Mescolare con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo né troppo duro né troppo molle. Mettere sul fuoco una gende pentola d’acqua salata. Versare il composto in un piatto. Quando l’acqua bolle, prendere la pasta a cucchiaini e farla cadere nella pentola. […] Lasciar cuocere per qualche minuto. Gli gnocchi sono pronti quando vengono a galla. Scolarli e deporli in un piatto preriscaldato.”2

A questo punto abbiamo spolverato generosamente con il formaggio stagionato. Ed ecco che gli gnocchi medievali erano finalmente pronti per essere degustati.

 

La ricetta è tratta da O. Redon, F. Sabban, S. Serventi, A tavola nel Medioevo. Con 150 ricette dalla Franci e dall’Italia, Laterza, Bari 2017
Note:

1 O. Redon, F. Sabban, S. Serventi, A tavola nel Medioevo…, cit. p. 80

2 O. Redon, F. Sabban, S. Serventi, A tavola nel Medioevo…, cit. p. 81